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CENTRI ANTIVIOLENZA: “RISORSA PREZIOSA, MA DA MONITORARE ATTENTAMENTE” - DE VINCENZI (RP) “PREDISPORRE CONTROLLI DELLE PROCEDURE ADOTTATE DAI SERVIZI SOCIALI PREPOSTI”

In sintesi

Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) definisce “risorsa preziosa” i Centri antiviolenza, ma, facendo riferimento ad uno specifico fatto accaduto recentemente a Terni, sottolinea la necessità di “un attento monitoraggio” controllando “le procedure adottate dai servizi sociali preposti e dagli stessi Centri Antiviolenza e delle Associazioni che li gestiscono”.  E alle “cospicue risorse investite nel corso degli anni in queste strutture”, secondo De Vincenzi “devono corrispondere non solo servizi efficienti, ma anche le massime garanzie di correttezza nell'accertamento e  nella gestione dei casi”.

 

(Acs) Perugia, 12 novembre 2015 - “I centri antiviolenza costituiscono un prezioso ausilio nel sostegno e nella protezione di donne e dei rispettivi figli, che dovessero cadere vittime di violenza. Ma le procedure adottate sia dai Centri stessi che dai servizi sociali preposti devono essere attentamente valutati, per far sì che le azioni siano sempre più appropriate e rispondenti alle delicate, e spesso controverse, questioni di cui si debbono occupare”. Così il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) che fa riferimento  al caso riportato lo scorso 18 settembre da alcuni quotidiani regionali, riferito all'archiviazione decretata dal Tribunale di Terni per insussistenza del fatto circa la denuncia di una presunta violenza da parte di un padre contro il proprio figlio minore. “La conseguenza – spiega – è che a pagare per gli effetti della situazione che si è venuta a creare sia stato in primis il minore, l’anello più debole di ogni vicenda di separazione delle coppie, e in secondo piano il padre al quale è stata preclusa la libera frequentazione del figlio”.

“La violenza in ambito familiare – spiega -, è come indicano le statistiche conseguenza di una serie di fattori sociali e contingenti concomitanti, e coinvolge sempre più frequentemente quegli stessi ambiti affettivi dai quali sarebbe da attendersi il massimo livello di protezione e sicurezza.  Ma il caso specifico riportato, purtroppo, non è l’unico giunto alla ribalta delle cronache a livello nazionale, riproponendo così l’assoluta necessità di predisporre attenti controlli delle procedure adottate dai servizi sociali preposti e dagli stessi Centri Antiviolenza e delle Associazioni che le gestiscono. D’altra parte – aggiunge - anche le risorse investite nel corso degli anni in queste strutture, che sono evidentemente correlati alle richieste di accesso, sono cospicui e ad essi devono corrispondere non solo servizi efficienti e all’altezza del bene delle persone che vi accedono, ma anche offrire le massime garanzie di correttezza nell'accertamento e  nella gestione dei casi”.

“Presto - conclude De Vincenzi -, presenterò una richiesta di approfondimento sul caso specifico e ulteriori riflessioni potranno essere avanzate nella discussione in sede legislativa regionale”. RED/as

Data:
Giovedì, 12 Novembre, 2015 (Tutto il giorno)

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