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CONSIGLIO REGIONALE (1): ATTUAZIONE DELLE NORMATIVE EUROPEE E ATTIVITÀ INTERNAZIONALE DELLA REGIONE – APPROVATA LA PROPOSTA DI LEGGE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA

 01.07.2014 - 13:23

In sintesi

L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato (27 sì e un astenuto) la proposta di legge che definisce ruolo e funzioni degli organi, esecutivo e legislativo, della Regione nella formazione della normativa comunitaria. L'atto firmato dai componenti dell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea legislativa regionale (presidente Brega, vice presidente Stufara, vicepresidente Lignani Marchesani, consiglieri segretari Galanello e De Sio) mira a valorizzare il ruolo dell'Assemblea legislativa nei rapporti con l'Unione europea, e le competenze delle Assemblee regionali, chiamate al controllo del rispetto del principio di sussidiarietà.

(Acs) Perugia, 1 luglio 2014 - "La Regione Umbria si impegna a consolidare il ruolo dell'Unione Europea, a promuovere l'integrazione europea, la diffusione delle iniziative europee fra soggetti pubblici e privati e la partecipazione a programmi e progetti europei". Lo prevede il primo articolo della proposta di legge "Disposizioni sulla partecipazione della Regione alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione. Disciplina dell'attività internazionale della Regione", firmata dai componenti dell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea legislativa regionale (presidente Brega, vice presidente Stufara, vicepresidente Lignani Marchesani, consiglieri segretari Galanello e De Sio) e approvata oggi con 27 voti favorevoli e 1 astenuto (Cirignoni, Lega nord). Tra gli obiettivi della legge, come è stato spiegato, c'è la valorizzazione del ruolo dell'Assemblea legislativa nei rapporti con l'Unione europea e delle competenze delle Assemblee regionali, chiamate al controllo del rispetto del principio di sussidiarietà. [L'infografica: http://goo.gl/wfe7zv].

I CONTENUTI IN SINTESI. Le “Disposizioni sulla partecipazione della Regione alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione Europea” prevedono tra l'altro che la Giunta regionale trasmetta al Consiglio un rapporto sulle attività svolte, ai fini della partecipazione alle politiche dell'Unione Europea. Saranno poi convocate una o più sedute dell'Assemblea legislativa in “sessione europea”, per esaminare: il disegno di legge regionale europea, la relazione sullo stato di conformità dell'ordinamento regionale a quello dell'Unione europea e il rapporto sugli affari europei. Il Consiglio e la Giunta regionale, nell'ambito delle rispettive competenze, potranno far pervenire a Camere e Senato ogni documento utile alla definizione delle politiche europee. Spetterà infine al Consiglio regionale approvare gli atti di indirizzo preliminari all'elaborazione della programmazione europea e le proposte di atti di programmazione elaborati dalla Giunta relativamente agli interventi regionali cofinanziati dall'Unione europea”.

Il testo prevede inoltre che la Giunta informi il Consiglio: "sulle conseguenze delle decisioni della Commissione europea e del Consiglio dell'Unione europea che comportino obblighi di adeguamento per la Regione e sui relativi tempi; sulle osservazioni inviate al Governo in assenza di un'intesa con il Consiglio regionale; sull'iter di formazione degli atti come comunicato dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni e sui documenti di indirizzo politico presentati in ambito nazionale; sulle risultanze delle riunioni del Consiglio dell'Unione europea con ad oggetto le proposte e gli atti su cui la Giunta o il Consiglio regionale abbiano espresso una posizione; sugli atti adottati dalla Giunta per l'attuazione in via regolamentare e amministrativa di obblighi europei; sulle attività di rilievo e sulle iniziative di partenariato internazionale”.

ll Consiglio regionale dovrà essere informato della designazione da parte del Governo italiano di uno o più componenti di una Giunta o di un Consiglio regionale presso un organismo europeo, in rappresentanza delle Regioni italiane. L'informativa è resa dal presidente del Consiglio o della Giunta, a seconda che i soggetti designati siano componenti del Consiglio o della Giunta regionale.

LA RELAZIONE. La nuova legge - come ha spiegato il relatore unico, il vice presidente Andrea Lignani Marchesani - mira a disciplinare le modalità di partecipazione della Regione alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, prevedendo la partecipazione dei propri organi, nell'ambito delle proprie competenze e prerogative, alle sedi di concertazione, collaborazione e cooperazione interistituzionale tra Ue, Stato e altre Regioni. Nell'ambito della prevista attività di collaborazione e informazione tra Giunta e Consiglio regionale, viene previsto che l'Esecutivo aggiorni l'Assemblea legislativa "in ordine alla partecipazione della Regione alla formazione e all'attuazione degli atti dell'Unione europea nelle materie di competenza regionale in tempo utile affinché il Consiglio possa formulare eventuali indirizzi di cui la Giunta deve tenere conto e possa richiedere alla Giunta stessa di riferire ai competenti organi consiliari su ogni attività di rilievo europeo". Illustrando l'atto Lignani Marchesani ha anche spiegato che esso punta alla “valorizzazione del ruolo del Consiglio regionale nei rapporti con l'Unione europea e delle competenze delle Assemblee regionali, chiamate al controllo del rispetto del principio di sussidiarietà. Si tratta di un atto che chiama pesantemente alle proprie responsabilità il Consiglio regionale. Presuppone, anche alla luce della riduzione del numero dei consiglieri che scatterà nella prossima legislatura,  un elevato carico di lavoro per i gruppi e gli organi consiliari, e anche per le strutture burocratiche. Si tratta di un’assunzione di responsabilità che prevede appunto anche maggiore carico di lavoro e una maggiore abnegazione”.
Il relatore ha infine rimarcato la “nuova formulazione all’articolo 11, con la quale pur mantenendo in capo al Consiglio regionale l’approvazione delle proposte di programmi operativi regionali (Por) si chiarisce, al fine di non allungare i tempi del procedimento, che successivamente all’approvazione degli stessi da parte della Commissione Europea, la presa d’atto è effettuata dalla Giunta senza necessità di un ulteriore passaggio consiliare. Sempre in materia di Por, è stata mantenuta la previsione di un termine perentorio entro il quale il Consiglio deve provvedere ad approvare la proposta di adozione, tale termine è stato innalzato da trenta a quarantacinque giorni al fine di assicurare un’adeguata istruttoria in sede consiliare. In caso di mancata approvazione entro questo termine la Giunta può comunque procedere alla presentazione degli atti per il negoziato con il Governo e la Commissione europea, resta fermo l’obbligo per la Giunta regionale di informare tempestivamente il Consiglio sull’andamento delle procedure di negoziato e sull’esito delle stesse”. 

GLI INTERVENTI. Prima del voto è intervenuta la presidente della Giunta, CATIUSCIA MARINI: “si tratta di un atto importante per il ruolo e le funzioni delle Regioni nel loro complesso. Non rappresenta un atto formale e burocratico sul funzionamento del Consiglio o sui rapporti con la Giunta in materia di rapporti con l'Europa, ma l'occasione per una riflessione sulla funzione politica dei Consigli regionali sul versante della legislazione e dell'attuazione delle politiche europee ma anche sulla capacità di interlocuzione tra livello regionale e istituzioni europee. Dal trattato di Lisbona in poi le Regioni e le autonomie locali svolgono un ruolo centrale nella costruzione delle politiche europee, nella loro attuazione, nella presentazione di istanze di carattere territoriale. La stragrande maggioranza delle politiche e delle risposte che noi possiamo dare ad alcuni temi centrali dell’Umbria (lavoro, sviluppo, ambiente, mobilità, formazione professionale, capitale umano, innovazione e ricerca scientifica, competitività del territorio, coesione sociale) potranno essere  rafforzati e potenziati solo attraverso una forte capacità non solo di gestione dei fondi strutturali e dei programmi connessi, ma anche attraverso un’azione istituzionale legislativa della Giunta e del Consiglio regionale verso i livelli istituzionali comunitari ed europei. Questa proposta di legge è una dimostrazione della volontà dell'Umbria di affermare la nuova fase legata alla modalità con cui la programmazione comunitaria si estende ad una fase forte di indirizzo da parte del Consiglio regionale, che dovrà dotarsi di competenze tecniche e politiche coerenti con la nuova responsabilità che deriva da questa legge”.

GLI EMENDAMENTI. Durante i lavori sono stati approvati all'unanimità una serie di emendamenti firmati dall'Ufficio di presidenza e dai capigruppo consiliari. Sull'emendamento dell'assessore Fabrizio Bracco (approvato poi con i 18 sì della maggioranza e 7 astensioni dell'opposizione) è intervenuto ANDREA LIGNANI MARCHESANI: “l'emendamento della Giunta prevede una norma transitoria relativa alla programmazione dei fondi comunitari 2014 / 2020, che rinvia la prima applicazione della legge alla programmazione successiva. Bisogna invece prevedere una presenza del Consiglio regionale anche per la prima applicazione della legge, altrimenti ci asterremo sull'emendamento di cui prendo visione solo questa mattina”. CATIUSCIA MARINI: “questa legge non avrà applicazione immediata, dovendo essere anche inviata al Governo. Il Consiglio regionale è stata già coinvolto anche per questa programmazione, dato che sono state presentate le linee di indirizzo e il documento è in discussione in Prima commissione. La proposta dei programmi operativi è già in fase di partecipazione con le forze politiche e sociali. Questi documenti possono anche essere sottoposti alle Commissioni competenti con delle informative. Solo al termine della procedura con la Commissione europea potremo approvare i programmi operativi e per allora la nuova legge sarà giù pienamente in vigore”. FABRIZIO BRACCO: “C'è l'impegno della Giunta a garantire un coinvolgimento del Consiglio e delle Commissioni nei programmi operativi. Ma tutto questo deve avvenire entro il 22 luglio”. ORFEO GORACCI (Comunista umbro): “Fino ad oggi la programmazione dei fondi è stata gestita dalla burocrazia, vera referente per la partecipazione ai bandi. Il problema che si dovrà porre il Consiglio sarà soprattutto questo ruolo degli uffici”.

DICHIARAZIONI DI VOTO
GIANLUCA CIRIGNONI (Lega Nord): “Abbiamo condiviso questa legge per rafforzare il ruolo della Regione di fronte all'Unione europea. Su quest'atto ci asterremo perché la Regione si troverà a partecipare alla spartizione di fondi che l'Italia versa in maniera molto più ingente di quanto invece riceve. Ci asteniamo perché riteniamo ingiusto questo sistema, che speriamo possa essere superato, magari con il contributo dell'Inghilterra”.


SCHEDA: “DISPOSIZIONI SULLA PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE ALLA FORMAZIONE E ALL'ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA E DELLE POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA”.


La Regione, mediante i propri organi, in un quadro di leale collaborazione tra istituzioni, formula osservazioni sui progetti di atti normativi dell'Unione europea, sugli atti preordinati alla formulazione degli stessi e sulle loro modificazioni, qualora essi riguardino materie di competenza regionale, nel rispetto della normativa statale vigente.

Ai fini della verifica del rispetto del principio di sussidiarietà, il Consiglio regionale può inviare alle Camere le proprie OSSERVAZIONI SUI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI dell'Unione europea ovvero sulle proposte di atti previsti dall'articolo 352 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea.

Il Consiglio e la Giunta regionale, nell'ambito delle rispettive competenze, possono far pervenire alle Camere ogni documento utile alla definizione delle politiche europee: i documenti tengono conto di eventuali osservazioni e proposte formulate dalle province e dai comuni e ciascuno dei Presidenti dei due organi collegiali regionali.

Entro il mese di marzo di ogni anno la Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale un RAPPORTO SULLE ATTIVITÀ SVOLTE ai fini della partecipazione alle politiche dell'Unione europea. Entro il mese di aprile di ogni anno il Consiglio regionale è convocato per una o più sedute in SESSIONE EUROPEA (che si conclude con l'approvazione di una apposita risoluzione) al fine di esaminare: il disegno di legge regionale europea; il programma legislativo annuale della Commissione europea; la relazione sullo stato di conformità dell'ordinamento regionale a quello dell'Unione europea; il rapporto sugli affari europei. Per garantire la più ampia partecipazione degli enti locali, delle università, delle altre autonomie funzionali e delle parti sociali ed economiche, all'interno della sessione europea possono essere attivate adeguate forme di consultazione In relazione ad aspetti dell'attività europea della Regione che presentino specifica rilevanza nei loro ambiti di competenza.

La LEGGE REGIONALE EUROPEA, predisposta dalla Giunta regionale, è lo strumento con cui la Regione persegue l'adeguamento dell'ordinamento regionale all'ordinamento comunitario tenendo conto degli indirizzi formulati dal Consiglio regionale nella sessione europea dell'anno precedente.

Il Consiglio regionale approva gli ATTI DI INDIRIZZO PRELIMINARI all'elaborazione della programmazione europea e le proposte di atti di programmazione elaborati dalla Giunta relativamente agli interventi regionali cofinanziati dall'Unione europea. Il Consiglio regionale adotta la deliberazione di approvazione delle proposte di atti di programmazione
entro trenta giorni dalla presentazione da parte della Giunta regionale.

La Regione rende ACCESSIBILE AI CITTADINI, tramite i propri sistemi informativi, tutte le informazioni relative ai bandi per l'assegnazione dei fondi europei.

La Regione svolge ATTIVITÀ DI RILIEVO INTERNAZIONALE nel rispetto degli indirizzi di politica estera dello Stato e nell'esercizio delle competenze ad essa attribuite dalla Costituzione. In particolare provvede a: concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato di cui all'articolo 18;  attuare ed eseguire accordi internazionali conclusi dallo Stato; promuovere e sostenere le attività di collaborazione e partenariato internazionale nell'ambito dei programmi del Governo italiano e dell'Unione europea, nonché dei programmi delle organizzazioni governative internazionali;  porre in essere iniziative di cooperazione allo sviluppo, solidarietà internazionale e aiuto umanitario; promozionali all'estero dirette a favorire lo sviluppo economico,  sociale e culturale e ad attrarre investimenti nella Regione da parte di soggetti esteri pubblici e privati; favorire la conoscenza nel mondo della cultura dell'Umbria e del suo patrimonio storico, artistico-culturale e ambientale; incentivare politiche di sostegno nei confronti delle comunità umbre presenti all'estero; promuove azioni comuni tra istituzioni locali e la loro evoluzione in accordi di cooperazione e partenariato internazionale; supportare iniziative di scambio e collaborazione in campo universitario, scolastico e formativo. MP/

Data:
Martedì, 1 Luglio, 2014 (Tutto il giorno)

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