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SECONDA COMMISSIONE: REGOLAMENTO SUL COMMERCIO E AUDIZIONI SUL CICLO DEI RIFIUTI CON AURI E GESTORI – I LAVORI DI OGGI

In sintesi

La Seconda commissione dell'Assemblea legislativa, presieduta da Eros Brega, si è riunita questa mattina a Palazzo Cesaroni per esprimere il parere sul regolamento del 'Testo unico del commercio' e per l'audizione con il presidente dell'Autorità umbra per i rifiuti e l'idrico e con i rappresentanti delle società che si occupano di raccolta e trattamento dei rifiuti. Al termine dei lavori è stato annunciato un sopralluogo della Commissione nei principali impianti di trattamento dei rifiuti dell'Umbria.

(Acs) Perugia, 20 novembre 2017 - La Seconda commissione dell'Assemblea legislativa, presieduta da Eros Brega, si è riunita questa mattina a Palazzo Cesaroni per esprimere il parere sul regolamento del 'Testo unico del commercio' e per l'audizione con il presidente dell'Autorità umbra rifiuti e idrico e con i rappresentanti delle società che si occupano di raccolta e trattamento dei rifiuti.

IL REGOLAMENTO

Aprendo i lavori il presidente Brega ha posto in votazione il parere sul regolamento del 'Testo unico del commercio' spiegando che “la Giunta regionale ha apportato richieste emerse durante le sedute di Commissione”. Il parere favorevole (5 sì e 2 astenuti, Liberati - M5s e De Vincenzi – Rp) è stato accompagnato dall'invito all'Esecutivo regionale di tenere in considerazione anche le ultime indicazioni contenute in una lettera giunta da Confcommercio e quelle del consigliere Nevi (FI) circa le “aree sature”.

IL CICLO DEI RIFIUTI

Le audizioni si sono incentrate soprattutto su: Piano rifiuti e Piano d’ambito, futuro delle discariche, tempistiche e prospettive per la chiusura del ciclo, percorsi di partecipazione da attivare e situazione impiantistica regionale in riferimento ai siti di Borgogiglione, Pietramelina, Ponte Rio e Orvieto.

Durante i lavori numerose sono state le sollecitazioni dei commissari presenti ai lavori: Eros Brega (presidente) ha rimarcato la necessità di una rapida redazione e approvazione del Piano d'Ambito, in modo da consentire ai gestori di pianificare investimenti e di meglio organizzare il servizio che svolgono. Andrea Liberati (M5S) si è concentrato sul futuro di Pietramelina, i rapporti tra Gesenu e Regione, la chiusura dell'inceneritore di Terni e l'ampliamento della discarica di Orvieto, il rispetto dei contratti di servizio e la produzione del css. Raffaele Nevi (FI) ha chiesto chiarimenti sulla eventuale previsione della chiusura dell’inceneritore di Terni e sul ritiro della richiesta di ampliare i materiali da bruciare; sulla costruzione di un sito per la produzione di css a Orvieto, sulle tariffe per il conferimento in discarica e sulla disponibilità delle società ad investire negli impianti, sul rapporto tra Piano d'Ambito e nuovo Piano rifiuti. Valerio Mancini (Lega) ha posto la questione dei risultati raggiunti dai gestori in termini di raccolta differenziata e di tariffe, dell'esigenza di un nuovo Piano rifiuti e dei costi dei conferimenti nelle diverse discariche, della verifica col georadar nella discarica di Orvieto prima di un suo ampliamento.

AUTORITÀ UMBRA RIFIUTI E IDRICO

Cristian BETTI (presidente Auri) ha illustrato il percorso che l'Autorità sta seguendo. Entro i primi mesi dell'anno nuovo verrà redatto il Piano preliminare, a cui stanno lavorando la società Oikos e Roberto Cavallo della cooperativa Erica. Approvato il preliminare (dai cui contenuti dipenderà anche l'eventuale richiesta di una revisione del Piano regionale dei rifiuti) si passerà al Piano d'ambito, che potrebbe essere stilato entro il 2018. I tempi indicati sarebbero “difficilmente comprimibili” e necessari per la redazione del documento, la fase partecipativa, l'approvazione e la valutazione ambientale strategica. Nel Piano verrà prevista una modalità omogenea di calcolo delle percentuali di raccolta differenziata ed anche modalità di raccolta che puntino più sulla percentuale di quanto effettivamente recuperato. Per quanto riguarda le discariche, l'obiettivo dell'Auri è di passare da 230 a meno di 100mila tonnellate di conferimenti annui. Nelle recenti fasi di crisi, ha spiegato Betti, sono stati utilizzati i siti di Belladanza, Casone e Umbertide mentre è in fase di attivazione il rapporto con le Marche per portare rifiuti verso Ascoli Piceno. La produzione del combustibile solido secondario (css) è argomento di discussione ma la previsione dell’impianto a Maratta risalgono al vecchio Piano. Infine, sui contratti di servizio, è stato avviato un controllo sull’attuazione e si prevede l'impiego di un tecnico per verificarne il rispetto.

 

I GESTORI: GEST, GESENU, TSA, ACEA

Luciano PIACENTI (Gesenu) ha evidenziato le difficoltà impiantistiche affrontate dalla società. A Pietramelina la discarica è esaurita e il suo impianto di compostaggio ha avuto una serie di problemi ed è fermo dal dicembre 2016 ma dovrebbe riaprire a breve, rispettando le prescrizioni della Regione Umbria, che pure ne limiteranno fortemente le capacità in termini di tonnellate di rifiuti trattati. L’impianto di Borgogiglione, utilizzato per la stabilizzazione della frazione organica dei rifiuti urbani (Forsu), era sperimentale e, dopo un lungo blocco legato a nuovi parametri ambientali successivamente rivisti, ne è stata disposta la chiusura. I rifiuti sono stati quindi inviati in Emilia Romagna e in Abruzzo, con costi anticipati dai gestori umbri. L’impianto di Ponte Rio è in corso di adeguamento alle migliori tecnologie disponibili e si prevede la costruzione di un centro di produzione di css.

I tempi indicati dall’Auri per la pianificazioni degli interventi, è stato rilevato, sono lunghi mentre i gestori devono smaltire rifiuti ogni giorno e le tempistiche per far entrare in funzione eventuali nuovi impianti si aggirano sui 2 - 3 anni. È stata manifestata la disponibilità a nuovi investimenti: esiste un progetto per un impianto da 70mila tonnellate di frazione umida ed uno per il rifacimento di Ponte Rio, il cui esterno seguirà il progetto dell’istituto italiano di design. Senza la pianificazione regionale sarebbe però di difficile prevedere interventi infrastrutturali.

Alessia DORILLO (Tsa) ha ricostruito la vicenda di Borgogiglione spiegando che nel periodo 2014/2016 è stato sperimentato il bioreattore, con risultati non abbastanza positivi. Il conferimento di frazione organica da rifiuti è stata interrotta a settembre mentre nel sito non sarebbe possibile realizzare altri impianti a causa di problematiche legate alla “stabilità dinamica della discarica rispetto ad un evento sismico”. La discarica di Borgogiglione sarebbe in perdita economica da 3 anni a causa di un costo di smaltimento sottostimato rispetto alle tariffe di mercato. Per agevolare il riciclo dell'organico sono stati consegnati 26mila composter domestici ma gli utenti non ne farebbero un utilizzo corretto e quindi dovrà essere prevista una apposita campagna di comunicazione.

Mauro DELLA VALLE (Gest) ha sottolineato che dall'inizio del nuovo anno il sito di Ponte Rio non sarà in grado di garantire lo smaltimento della forsu, che fino ad oggi è stata conferita nella discarica di Belladanza e fuori regione a spese della società di gestione, che però inizierebbero ad avere problemi di cassa, anche a causa del blocco di alcuni milioni di euro dei conti correnti e della sospensione delle attività legati all'inchiesta della magistratura. La società sta puntando sul compostaggio domestico consegnando composter ai cittadini ma la risposta dell’utenza non sarebbe quella attesa.

Marco PALAZZESI e Roberto PIERMATTI (Acea) hanno spiegato che nella provincia di Terni non ci sono criticità immediate, anche se i tempi per il Piano d'Ambito risulterebbero effettivamente lunghi e non offrirebbero le certezze necessarie a nuovi investimenti.

Il sito di Orvieto ospita una discarica che ha ancora una limitata capacità ma potrebbe essere ampliata di 390mila metri cubi. La società starebbe ultimando la costruzione di un impianto per il trattamento del compost (dal recupero dell'umido viene ottenuta anche energia elettrica) e sarebbe disponibile anche a realizzare nuovi impianti di recupero dei materiali. Rispetto al termovalorizzatore di Terni, ad oggi autorizzato solo per lo scarto delle cartiere di quasi tutta Italia, è stata confermata la richiesta alla Regione di bruciare gli scarti della raccolta differenziata con l'impegno a ridurre, nell'ambito delle misure relative al riconoscimento dell'area di crisi complessa, le emissioni in atmosfera. MP/

Data:
Lunedì, 20 Novembre, 2017 - 17:15

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