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URBANISTICA: “BOCCIATA LA LEGGE, IMPRESE E FAMIGLIE BLOCCATE, RISCHIO INSOLVENZA DI INTERI COMPARTI. URGENTI ATTI IMMEDIATI DELLA REGIONE –LIBERATI E CARBONARI (M5S) ANNUNCIANO INTERROGAZIONE

(Acs) Perugia, 16 maggio 2018 – “Dopo la bocciatura della legge urbanistica, imprese e famiglie sono bloccate e c’è il rischio di insolvenza per interi comparti. Servono urgenti atti immediati della Regione”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, che annunciano la presentazione di una interrogazione all’Esecutivo di Palazzo Donini per sapere “a che punto sia l’applicazione della delibera di Giunta per l’integrazione del personale ingegneristico necessario al Genio civile della Regione Umbria, informando su quali azioni intenda intraprendere la Regione Umbria per ovviare al gravoso problema dell’incostituzionalità della legge regionale”. Inoltre i consiglieri pentastellati chiedono “se, al riguardo, sia stata presa in considerazione la possibilità di adottare un regolamento accessorio alla legge per regolamentare le varie casistiche di classificazione per gli interventi strutturali e di deposito, come accaduto nella Regione Toscana per la disciplina sulle modalità di svolgimento delle attività di vigilanza e verifica delle opere e delle costruzioni in zone soggette a rischio sismico”.

 

Nell’atto Liberati e Carbonari ricordano che “il 5 aprile 2018 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità di diversi articoli della legge della Regione Umbria ‘1/2015’ (Testo unico governo del territorio e materie correlate). Per i giudici costituzionali queste disposizioni ‘introdurrebbero una categoria di interventi edilizi ignota alla legislazione statale e la escluderebbero dall’applicazione di norme improntate al principio fondamentale della vigilanza assidua sulle costruzioni riguardo al rischio sismico, con l’effetto di sottrarre indebitamente determinati interventi edilizi ad ogni forma di vigilanza pubblica’. Inoltre hanno evidenziato che nella parte in cui la legge mira a sanare opere non conformi, in tutto o in parte, agli strumenti urbanistici, ‘finisca per introdurre un condono edilizio straordinario’, da cui discende la cessazione degli effetti penali dell’abuso, non previsto dalla legge statale, in contrasto con i principi fondamentali in materia di governo del territorio e con ‘conseguente invasione della sfera di competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile e penale’”.

 

Per Liberati e Carbonari “con la delibera di Giunta ‘1590/2017’ (Attuazione di misure organizzative straordinarie per le autorizzazioni e il controllo dei progetti strutturali e per l’integrazione del personale ingegneristico necessario al Genio civile della Regione Umbria) si faceva apertamente ammissione della situazione di difficoltà dell’ufficio preposto al rilascio delle Autorizzazioni sismiche, prevedendo nella stessa deliberazione l’integrazione di organico e dandogli la possibilità di deroga per quanto riguarda le tempistiche di rilascio previste per legge. Possibilità a nostro avviso del tutto impropria dal punto di vista normativo e, comunque, non risolutiva del problema in quanto rimanda e aggrava ulteriormente le problematiche in essere. Inoltre il grave ritardo nel rilascio delle Autorizzazioni Sismiche sta causando non pochi disagi al tessuto produttivo della nostra regione che già vedeva il settore delle costruzioni e delle professioni tecniche tra quelli più colpiti dalla crisi. Molti cittadini e imprenditori hanno rinunciato a effettuare investimenti o hanno visto cambiate le condizioni contrattuali a causa dei ritardi. C’è il rischio insolvenza per interi comparti economici”.

 

“Anche il personale impiegato negli uffici – concludono - è in sofferenza, sia a causa dell’aumento della mole di lavoro causato dalla sentenza della Corte Costituzionale, sia dal fatto che ad oggi l’ufficio regionale deve espletare anche le pratiche della provincia di Terni e, non ultimo, per l’arrivo delle prime pratiche del terremoto. Tanto che siamo a conoscenza di una formale richiesta di intervento da parte dell’Ufficio Rischio Sismico agli organi preposti per ovviare alla difficilissima situazione causata da carichi di lavoro non sostenibili. A nostro avviso questo non è che l’inizio di una situazione che, nei prossimi mesi, potrebbe divenire incontrollabile per l’entrata a regime delle pratiche del terremoto e per gli effetti delle direttive del verdetto della Corte Costituzionale che, nelle modificazioni, prevede il rilascio dell’autorizzazione anche per interventi ‘privi di rilevanza’ per i quali, ante sentenza, non occorrevano né autorizzazione, né deposito”. DMB/

Data:
Mercoledì, 16 Maggio, 2018 - 17:30

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