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WELFARE: “PROGETTO 'VITA INDIPENDENTE', RISULTATI OTTENUTI DALLA SPERIMENTAZIONE PER L'INCLUSIONE SOCIALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ” - INTERROGAZIONE DI CASCIARI (PD)

In sintesi

Il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) ha presentato una interrogazione alla Giunta per conoscere i risultati di un progetto sperimentale sulla vita indipendente ed inclusione sociale delle persone con disabilità. Casciari chiede: “il numero delle sperimentazioni di progetti di vita indipendente personalizzati attivati; l'ammontare delle risorse impegnate; quali sono state le richieste di progetti personalizzati formulate dalle persone prese in carico e dalle loro famiglie; i risultati attesi e raggiunti al termine delle sperimentazioni”.

(Acs) Perugia, 14 febbraio 2017 - Il consigliere regionale Carla Casciari (Partito democratico) ha presentato una interrogazione alla Giunta per conoscere i risultati di un progetto sperimentale, avviato dalla Regione nel 2013, in materia di vita indipendente ed inclusione sociale delle persone con disabilità, progetto approvato dal ministero del lavoro delle Politiche sociali. “L'avvio del progetto – spiega Casciari - era previsto nel Comune di Terni capofila della zona sociale, e nell'Asl Umbria 2 distretto sociosanitario 1, individuati in quanto erano già sede di buone pratiche e di sperimentazioni in tal senso in un'ottica di estensione del progetto a tutto il territorio regionale”.

Nello specifico, Casciari chiede all'Esecutivo di Palazzo Donini di sapere: il numero delle sperimentazioni di progetti di vita indipendente personalizzati ad oggi attivati in ciascuna zona sociale destinataria delle risorse; l'ammontare delle risorse ad oggi impegnate da ciascuna zona sociale per i progetti personalizzati; quali sono state le richieste di progetti personalizzati formulate dalle persone prese in carico e dalle loro famiglie; i risultati attesi e i risultati raggiunti al termine delle sperimentazioni. Nel suo atto ispettivo, l'esponente della maggioranza ricorda che “la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità s'impegna a riconoscere 'l'uguale diritto delle persone con disabilità a vivere nella comunità, con la stessa libertà di scelta delle altre persone’ e a prendere misure ‘efficaci ed appropriate per facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e della piena inclusione e partecipazione all’interno della comunità’'. Tale diritto si traduce, oltre alla necessità di disporre di un'adeguata assistenza, nella possibilità di poter scegliere, decidere e progettare la propria vita, accrescendo l'autonomia e l’autodeterminazione”.

“Nel 2014 – continua Casciari - un decreto interministeriale del ministero del Lavoro e politiche sociali, della Salute, dell'Economia e delle Finanze, aveva previsto che una quota parte del Fondo per la non autosufficienza fosse destinata ad azioni innovative per l'integrazione e la promozione dei diritti delle persone con disabilità. Il riparto delle risorse aveva previsto per l'Umbria un finanziamento di circa 300mila euro per la sperimentazione in tre zone sociali del progetto di vita indipendente. Tale decreto ha trovato una linea di applicazione anche nella riprogrammazione del Fondo regionale per la non autosufficienza (Prina), nel quale la Regione Umbria aveva già previsto la sperimentazione di progetti di vita indipendente in altre zone sociali, vincolando a tal fine una quota del riparto per i Comuni. Pertanto sono state ritenute idonee al finanziamento le sperimentazioni proposte dalle zone sociali di Marsciano, Assisi, Perugia oltre al Comune di Terni”.

Casciari spiega che “i progetti sperimentali di vita indipendente devono essere realizzati per una durata minima di dodici mesi in collaborazione con la persona con disabilità, di età compresa fra i 18 e il 64 anni, e la sua famiglia sulla base di un piano personalizzato improntato all'assistenza indiretta”. In conclusione, Casciari ricorda che “la Terza commissione, dopo un lungo percorso di approfondimento e valutazione, ha deciso di inserire nel nuovo Piano sociale regionale l'erogazione di 'assegno di sollievo' al fine di dare un sostegno economico alle famiglie che, direttamente o mediante assistenti familiari individuati dalle stesse, si occupano del lavoro di cura e che sono coinvolti nei percorsi di reinserimento delle persone con disabilità nella comunità attraverso interventi orientati al raggiungimento di un'autonomia possibile”. RED/as

Data:
Martedì, 14 Febbraio, 2017 - 15:45

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