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WELFARE: “LA COOPERATIVA ONLUS RE.LE.GART DI PERUGIA ESEMPIO DI 'BUONA PRATICA' NELL'INTEGRAZIONE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ” - NOTA DI CASCIARI (PD)

In sintesi

A giudizio della consigliera regionale Carla Casciari (PD) la cooperativa onlus Re.leg.art che opera a Perugia dal 1981 rappresenta un vero esempio di “'buona pratica' che restituisce alla Città un'eccellenza per l'integrazione delle persone con disabilità”. Casciari sottolinea che ormai da oltre 35 anni la cooperativa rappresenta un modello in un sistema di attività che vede le persone con disabilità “partecipare attivamente, ciascuna secondo le proprie abilità, alle attività: rilegatura di testi, lavorazione delle pelli e creazione di oggetti unici”.

 

(Acs) Perugia 22 marzo 2016 - “Intorno alla Re.leg.art che opera a Perugia dal 1981 si è creato un microcosmo che vede questa cooperativa onlus bene integrata con il tessuto cittadino e aperta verso l'esterno, con linee di produzione che trovano riscontri positivi sul mercato dell'arredamento e dell'abbigliamento. Un vero esempio di 'buona pratica' che restituisce alla Città un'eccellenza per l'integrazione delle persone con disabilità”. Così la consigliera regionale Carla Casciari (PD) all'indomani della sua visita al laboratorio aziendale.

“Da oltre 35 anni Re.leg.art (Restauratori legatori artigiani) – spiega Casciari - rappresenta un modello per l'integrazione socio-lavorativa delle persone con disabilità, in un sistema che le vede partecipare attivamente, ciascuna secondo le proprie abilità, alle attività della cooperativa che si occupa di rilegatura di testi, lavorazione delle pelli e creazione di oggetti unici che si propongono anche sul mercato nazionale e internazionale come elementi di design di alta qualità oltre che di incalcolabile valore etico-sociale”.

Secondo Casciari “Il modello di integrazione promosso da Re.le.gart. va oltre la consueta assistenza, sostenendo l'idea che una persona con disabilità 'può fare' e 'deve fare', attraverso il trasferimento di abilità atte all'inserimento lavorativo e rendendo quindi possibile l'acquisizione di un'autonomia. E sempre più numerose – sottolinea - sono le esperienze che si vanno strutturando in altri settori di economia sociale”.

“Ritengo che questo modello d'inclusione socio-lavorativa – spiega Casciari – debba rappresentare il futuro dei percorsi di integrazione per i disabili, in particolare di quelli adulti. Si costruisce così un progetto di vita e di partecipazione alla socialità – conclude - che supera il mero assistenzialismo e la presenza saltuaria presso i centri diurni, in quanto restituisce alla persona una dignità, rendendola parte di un percorso produttivo che allo stesso tempo consente di generare un capitale umano e sociale”. RED/tb

Data:
Martedì, 22 Marzo, 2016 (Tutto il giorno)

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